Al Global Fashion Summit di Copenaghen, LVMH rafforza la dinamica "Joining Forces"
Pubblicato il 07.05.2026 • 5 MINUTI- LVMH

In occasione del Global Fashion Summit, organizzato a Copenaghen dal 5 al 7 maggio 2026 dalla Global Fashion Agenda (GFA), LVMH riafferma il proprio impegno a favore di una trasformazione sostenibile dell’industria della moda e del lusso. La partecipazione del Gruppo è in linea con il suo ruolo di Partner Strategico della Global Fashion Agenda, un’organizzazione dedicata ad accelerare la transizione verso un’industria della moda a impatto positivo.
Aderendo a questa iniziativa collettiva nel 2025, LVMH ha voluto rafforzare il proprio contributo a una dinamica di trasformazione dell’intero settore. Sfruttando le sinergie sviluppate all’interno delle 75 Maison del Gruppo, LVMH sta ampliando la sua partecipazione a progetti concreti e collaborativi. La Global Fashion Agenda è oggi una delle principali piattaforme internazionali di dialogo e azione, in grado di mobilitare l’intera catena del valore attorno a temi ambientali e sociali chiave, tra cui la circolarità, il clima, la biodiversità e la trasparenza. Ad esempio, LVMH sta partecipando a un’iniziativa volta a sostenere l’industria conciaria nella zona di Santa Croce, in Toscana, nel suo percorso di adattamento al cambiamento climatico e al crescente rischio di alluvioni.
Questa partecipazione si inserisce nel quadro dell’appello “Joining Forces”, lanciato a Copenaghen nel 2023 da Antoine Arnault. Attraverso questa iniziativa, LVMH ha ribadito una convinzione forte: di fronte alla portata e all’urgenza delle sfide ambientali, la trasformazione del settore non può basarsi su sforzi isolati. Al contrario, richiede una cooperazione più stretta tra aziende, fornitori, stakeholder pubblici, comunità scientifica, ONG e altre parti interessate, così da affrontare efficacemente queste sfide e accelerarne l’implementazione su larga scala. Questo appello ha quindi dato origine a un lavoro concreto e collaborativo volto allo sviluppo di un quadro di valutazione ESG (Environmental, Social and Governance) comune per tutti i brand dello stesso settore, con l’obiettivo di ridurre il sovraccarico per i fornitori.
A Copenaghen, Hélène Valade, Direttrice Sviluppo Ambientale del Gruppo di LVMH, lancia un messaggio incentrato sull’attuazione concreta di questa trasformazione. Attraverso iniziative incentrate sulla circolarità creativa e sull’upcycling, LVMH rende tangibile questa ambizione. Questa dinamica si concretizza in particolare nella collaborazione con Kévin Germanier, un designer impegnato a lavorare a fianco del Gruppo su un approccio di upcycling utilizzando articoli delle Maison. Il Gruppo sottolinea inoltre lo sviluppo dell’agricoltura rigenerativa e l’impegno dei suoi partner. LVMH sottolinea così un approccio integrato che combina la creazione, la trasformazione a monte della catena di approvvigionamento e la mobilitazione dell’intera catena del valore.
“A Copenaghen, LVMH riafferma la propria convinzione che la collaborazione tra gli attori del settore sia essenziale per accelerare la trasformazione ambientale. In questo spirito di ‘Joining Forces’, il nostro impegno si traduce in progressi concreti all’interno di tutte le nostre Maison, in particolare nei campi della circolarità e dell’upcycling, dell’agricoltura rigenerativa e del coinvolgimento dei nostri partner,” afferma Hélène Valade, Direttrice Sviluppo Ambientale del Gruppo di LVMH.
Una presenza attiva al Global Fashion Summit
Mercoledì 6 maggio, Hélène Valade interviene sul palco insieme allo stilista Kévin Germanier e a Federica Marchionni, Chief Executive Officer della Global Fashion Agenda, in una sessione dedicata a “A New Era of Impact: Luxury and Environmental Intelligence”, che esplora il legame tra creatività, desiderabilità e performance economiche e ambientali.
A seguire, Kévin Germanier presenta una sfilata realizzata a partire da capi non utilizzati provenienti dalle Maison di LVMH, incluse le divise Berluti dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024. Questa iniziativa illustra il potenziale della circolarità creativa come motore di innovazione e desiderabilità.
“Presentare questa sfilata al Global Fashion Summit è un modo per dimostrare che la circolarità può essere al centro del processo creativo. Lavorare con capi già esistenti ci permette di valorizzare la ricchezza dei materiali e del savoir-faire, ripensando al tempo stesso il nostro modo di creare”, afferma Kévin Germanier, Direttore Artistico e Fondatore della Maison GERMANIER.
Giovedì 7 maggio, Alexandre Capelli, Vicedirettore Sviluppo Ambientale di LVMH, partecipa a una sessione dedicata al ripristino degli ecosistemi e al finanziamento di progetti territoriali, sottolineando l’importanza di approcci collettivi a sostegno della resilienza dei territori, come illustrato dal lavoro del Gruppo in Amazzonia con l’UNESCO.
Nel 2025, progressi significativi e risultati misurabili in tutte le Maison
Grazie al piano LIFE 360 (LVMH Initiatives For the Environment), lanciato nel 2021, l’azione ambientale di LVMH sta producendo risultati concreti in tutte le sue Maison. Nel 2025, il Gruppo ha registrato nuovi significativi progressi in materia di circolarità creativa, tracciabilità, trasparenza, biodiversità e clima.
LVMH porta avanti la propria strategia a favore di un lusso più sostenibile sviluppando servizi in tutte le sue Maison, quali riparazione, ricarica e restauro dei prodotti. Nel 2025, questo slancio si è concretizzato in oltre 10 milioni di prodotti che hanno beneficiato di un servizio circolare (riparazione, ricarica, ecc.). Il Gruppo ha inoltre incrementato l’uso di materiali riciclati, che rappresentano oggi il 41% del mix complessivo dei materiali impiegati.
Anche la tracciabilità delle materie prime e la trasparenza sull’impatto ambientale dei prodotti restano al centro del suo impegno. Nel 2025, diverse Maison hanno pubblicato oltre cento Eco-score sulla piattaforma del governo francese, con l’obiettivo di informare meglio i consumatori sull’impatto ambientale dei prodotti lungo l’intero ciclo di vita.
LVMH prosegue inoltre i propri sforzi per la tutela delle risorse naturali. Nel 2025, il Gruppo ha contribuito alla conservazione o al ripristino di 4,3 milioni di ettari di ecosistemi terrestri, tra cui 70.000 ettari dedicati all’agricoltura rigenerativa. Parallelamente, i prelievi idrici legati alle attività industriali sono diminuiti del 19% rispetto al 2019.
Sul fronte climatico, LVMH ha raggiunto in anticipo gli obiettivi fissati per il 2026 e definisce ora nuove ambizioni per il 2030. Il Gruppo punta a una significativa riduzione delle emissioni dirette e indirette, proseguendo al contempo la trasformazione del proprio mix energetico, oggi composto per il 75% da energie rinnovabili e a basse emissioni di carbonio.
Infine, LVMH è stata nuovamente riconosciuta dal CDP (Carbon Disclosure Project), riferimento internazionale nella valutazione degli impegni ambientali delle aziende, per la propria leadership in materia di trasparenza e performance ambientale, ottenendo una tripla “A”, il punteggio più alto della scala di valutazione, per clima, foreste e risorse idriche.
Al Global Fashion Summit di Copenaghen, LVMH rafforza la dinamica "Joining Forces"












