Krug e Max Richter: l’essenza del tempo in ogni nota

Pubblicato il 12.02.2026 • 2 MINUTI
  • Vini e Alcolici 

La Maison Krug inaugura un nuovo capitolo del suo dialogo con la musica grazie a un’esclusiva collaborazione con il compositore e pianista Max Richter.  

Intitolata Every Note Counts, questa creazione inedita esplora le connessioni sensoriali nate dall’incontro tra gusto e suono, due universi guidati dalle stesse esigenze: calma, precisione e la ricerca dell’emozione perfetta. 

Al centro del progetto, un’annata davvero speciale: il 2008. Tra le ultime grandi annate di clima nordico classico nella Champagne, il 2008 ha ispirato la Chef de Caves Julie Cavil nella creazione di tre espressioni emblematiche della Maison: Krug Clos d’Ambonnay 2008, Krug 2008 e Krug Grande Cuvée 164ª Edizione. Tre champagne, tre firme diverse, frutto di pazienza e precisione, ognuna espressione di una sfaccettatura caratteristica di quell’annata. 

Colpito dalla ricchezza sensoriale di questi vini, Max Richter ha risposto a modo suo, abbinando a ciascuno di essi una composizione musicale originale: ClarityEnsemble e Sinfonia. Dal solista all’orchestra, queste opere mettono in musica la struttura, la tensione e la generosità dei vini, creando una vera e propria ricostruzione sensoriale dell’annata 2008. 

Questa collaborazione si è sviluppata grazie a un dialogo costante e all’immersione nei rispettivi universi. Dai vigneti della Champagne allo studio del compositore nell’Oxfordshire, i due artisti hanno esplorato i rispettivi processi creativi, condividendo la stessa attenzione ai dettagli, alla natura e all’equilibrio. Un approccio comune perfettamente allineato con la filosofia della Maison Krug: ogni nota, visibile o meno, rende l’insieme più armonioso. 

Every Note Counts prende vita al Roundhouse di Londra, nella cornice di un’esperienza coinvolgente all’insegna di degustazione, musica dal vivo e gastronomia. Un documentario esclusivo svela oggi il dietro le quinte di questa avventura creativa, offrendo un nuovo sguardo sull’arte di vivere e percepire lo champagne, al di là del bicchiere.

Illustrazione 1