LVMH concilia sostenibilità e desiderabilità al World Impact Summit e al Good Forum Luxe 2026
Pubblicato il 10.02.2026 • 2 MINUTI- LVMH

Il 5 febbraio, LVMH ha partecipato al World Impact Summit e al Good Forum Luxe 2026. Questi due grandi eventi hanno riunito leader e protagonisti della trasformazione sostenibile nella cornice della Ville Lumière.
Promossi in particolare da Hélène Valade e iscritti nell’iniziativa LIFE 360, il programma ambientale del Gruppo (LVMH Initiatives For the Environment) fondato su cinque pilastri – circolarità creativa, tracciabilità e trasparenza, biodiversità, clima e attori in gioco – , questi progetti mostrano come LVMH sta trasformando la sfida della sostenibilità in una fonte di desiderabilità e innovazione.
Cambiare il modo di agire
Sostenibilità: da compromesso a scelta naturale e ricercata. Sebbene la consapevolezza ambientale stia crescendo, la trasformazione definitiva del nostro modo di agire è ancora lontana. Rendere le pratiche responsabili non solo globalmente accettate, ma anche desiderabili, fare in modo che la sostenibilità diventi un riflesso culturale e non un obbligo: è su questi punti che si sono concentrati gli interventi di LVMH.
Strumenti concreti per rendere la sostenibilità desiderabile
Al World Impact Summit, Hélène Valade, Direttrice dello Sviluppo Ambientale di LVMH, ha partecipato alla tavola rotonda “Rendere la sostenibilità desiderabile: strategie, progetti e storie che cambiano il modo di agire”, accanto a Barbara Bressand Sussfeld (L’Oréal), Andrée-Anne Lemieux (Institut Français de la Mode) e Luciana Brafman (Time to Act). Queste conversazioni hanno messo in evidenza i fattori che possono contribuire a rendere la sostenibilità un’abitudine: il concetto di sostenibilità emotiva, che mira a creare un legame con i prodotti per prolungarne l’uso, la creatività come fonte di innovazione sotto la spinta della tematica ambientale, la collaborazione tra marchi, Maison e fornitori per accelerare la trasformazione e il ruolo fondamentale della formazione come motore del cambiamento.
“La trasformazione del lusso in ottica sostenibile avviene sia attraverso il legame con i valori tradizionali dei marchi, sia attraverso la creazione di nuovi desideri. Come leader del settore, è nostra responsabilità dimostrare che sostenibilità e desiderabilità non sono in contrasto tra loro, ma si alimentano a vicenda. I vincoli ambientali possono diventare uno stimolo alla creatività quando si trovano i mezzi per esprimerli attraverso l’innovazione, il design, i materiali rigenerativi e i modelli circolari. Ma non possiamo farlo da soli: ecco perché la collaborazione tra Maison, fornitori e istituzioni è oggi fondamentale per migliorare insieme le pratiche lungo tutta la catena del valore”, afferma Hélène Valade, Direttrice dello Sviluppo Ambientale, LVMH.
Allo stesso tempo, al Good Forum Luxe, incentrato sul tema “La rigenerazione come incentivo alla sostenibilità”, il Gruppo ha dimostrato come questi principi si traducono nella pratica attraverso cinque interventi significativi. Hélène Valade ha aperto il dibattito con un tema chiave: il lusso al crocevia tra creatività e consapevolezza; Armel Yver (Direttore globale dell’integrazione della sostenibilità per i marchi di profumi di LVMH) ha illustrato le possibilità offerte dalle materie prime naturali rigeneranti. Un esempio emblematico: dal 2023, Kenzo Parfums ha implementato degli accordi di innovazione con i suoi fornitori per contribuire a finanziarne la transizione all’agricoltura rigenerativa, un’iniziativa che si inserisce perfettamente nel pilastro Biodiversità di LIFE 360. I profumi usano alcol al 100% proveniente da barbabietole coltivate in Francia in piantagioni in transizione verso l’agricoltura rigenerativa.
Christelle Capdupuy (Responsabile della sostenibilità, Louis Vuitton) ha presentato alcune storie di successo in materia di rigenerazione, con un focus sull’Asia e sull’evoluzione delle aspettative dei clienti rispetto alle tematiche ambientali. Una prospettiva futura per i punti vendita è diventare spazi ibridi che uniscono arte, cultura, esperienza e tecnologia, come ha fatto Louis Vuitton a Shanghai nel 2025. La Maison si ispira alla cultura asiatica anche per le sue collezioni, collaborando con artisti come Yayoi Kusama e Murakami, e si dedica alla co-creazione come Maison de Culture.
Sandrine Sommer (Responsabile della sostenibilità, Moët Hennessy) ha quindi preso la parola e approfondito il tema della responsabilità sociale nel settore del lusso, in particolare rispetto alla conservazione del territorio e all’impegno nei confronti delle comunità locali. Anne Prieur Du Perray ha poi presentato le soluzioni di Nona Source, la prima piattaforma online lanciata nel 2021 per la rivendita di materiali di scarto provenienti dalle Maison di moda e pelletteria di LVMH per dare loro una seconda vita. La piattaforma, di cui è co-fondatrice e co-direttrice, rappresenta il pilastro della circolarità creativa di LIFE 360, e apre la strada a iniziative inedite volte a valorizzare le risorse esistenti.
L’upcycling come espressione creativa con le scorte inutilizzate di LVMH
Questa idea ha preso forma giovedì 29 gennaio, sulle passerelle della Fashion Week, durante la presentazione della collezione Haute Couture Primavera-Estate 2026 di Kevin Germanier: una chiara dimostrazione di come il riciclo dei materiali possa essere perfettamente in linea con i codici dell’alta moda tradizionale. Ogni creazione rivela come l’upcycling possa essere una fonte di innovazione estetica e di desiderabilità massima, e al contempo ridurre in modo significativo l’impatto ambientale. Lungi dall’essere un compromesso, è una scelta creativa consapevole che risponde alle aspettative di una clientela sempre più attenta all’origine e all’impatto dei propri acquisti.
LVMH concilia sostenibilità e desiderabilità al World Impact Summit e al Good Forum Luxe 2026









