5 MOSTRE LEGGENDARIE AL CENTRO DELLA FONDATION LOUIS VUITTON
Pubblicato il 09.02.2026 • 5 MINUTI- Arte
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Dal 2014 la Fondation Louis Vuitton costituisce una presenza fondamentale nel panorama artistico internazionale.
Progettata da Frank Gehry e guidata da una missione di interesse pubblico, la Fondazione si impegna a rendere l’arte e la cultura accessibili a tutti. Al fine di promuovere la creazione artistica sia a livello nazionale che internazionale, organizza eventi di rilievo che includono mostre temporanee di arte moderna e contemporanea, presentazioni di opere tratte dalla propria collezione, commissioni artistiche ed eventi multidisciplinari.

DAVID HOCKNEY 25 – IMMERSIONE IN 25 ANNI DI ARTE LEGGENDARIANella primavera del 2025 la Fondation Louis Vuitton ha invitato David Hockney, uno degli artisti più influenti del XX e XXI secolo, a occupare l’intero spazio espositivo.L’artista attraversa le epoche con una libertà rara, spaziando dalla matita al carboncino, dal collage all’iPad, dalla pittura al video. Si adatta alle innovazioni del suo tempo e trasforma ogni mezzo in una forma di espressione.Era quindi scontato che la Fondazione gli offrisse una mostra degna delle sue opere e dei suoi mezzi espressivi. Per l’occasione, l’artista si è dedicato personalmente, in collaborazione con il suo partner e direttore dello studio, Jean-Pierre Gonçalves de Lima, alla progettazione dell’esperienza, ideando un’immersione coinvolgente e interattiva negli ultimi 25 anni delle sue creazioni, senza tralasciare le sue opere fondamentali.Si è trattato di una mostra senza precedenti sia per i contenuti che per la portata, riunendo oltre 400 delle sue opere, tra cui alcuni prestiti provenienti da collezioni internazionali, istituzionali e private, nonché opere tratte da un’importante collezione dello studio e della fondazione dell’artista. È qui, grazie al lavoro di Hockney ma anche a quello di Suzanne Pagé, direttrice artistica e curatrice della Fondazione, che queste opere sono state riunite per la prima volta.Con ritratti intimi dei suoi cari, le sue famosissime piscine californiane, i paesaggi della Normandia e la sua interpretazione della fioritura primaverile, la Fondazione ha allestito una mostra dinamica. Un viaggio attraverso la vita dell’artista, che ci ricorda, come egli stesso ama affermare, che “è il presente ad essere eterno”.
Un’immersione coinvolgente e interattiva negli ultimi 25 anni della sua creatività.
MONET – MITCHELL – UN DIALOGO APERTO CON L’ARTENell’autunno del 2022, la Fondation Louis Vuitton ha avuto il privilegio di riunire due artisti eccezionali, Claude Monet e Joan Mitchell, per una mostra realizzata in collaborazione con il Musée Marmottan Monet.I destini di Monet e Mitchell si incrociano più volte, ma si uniscono veramente nell’espressione sensibile delle proprie emozioni attraverso la pittura, un sentimento che Mitchell ha affermato essere il principio guida del suo lavoro.Attraverso una sessantina di opere iconiche dei due artisti, la mostra ha creato un dialogo tra l’ultimo periodo di Claude Monet, in particolare le Ninfee, e i vivaci dipinti di Joan Mitchell, accompagnati da una retrospettiva dedicata a Mitchell, con circa cinquanta dipinti su un’area di oltre 1.000 metri quadrati.Al centro della Fondazione, i dipinti non erano semplicemente appesi uno accanto all’altro, ma si ascoltavano e dialogavano tra loro. Venticinque dipinti di Monet, tra cui il monumentale “Agapanthus”, esposto per la prima volta a Parigi dal 1956, e trentacinque opere di Mitchell della serie Grande Vallée, una serie ricca di emozioni. In questo scambio silenzioso ma intenso, in cui luce, motivi e colori sono diventati espressione di un linguaggio pittorico, la Fondation Louis Vuitton ha svolto il ruolo di interprete, offrendo ai visitatori gli strumenti per un apprezzamento sensibile. Un dialogo poetico che offre ai visitatori una sensazione unica: quella di trovarsi semplicemente nel posto giusto al momento giusto.
In questo scambio silenzioso ma intenso, in cui luce, motivi e colori sono diventati espressione di un linguaggio pittorico, la Fondation Louis Vuitton ha svolto il ruolo di interprete.

BASQUIAT X WARHOL – DIPINTI A QUATTRO MANIDopo il successo della mostra dedicata a Jean-Michel Basquiat nel 2018, che ha attirato oltre 700.000 visitatori, la Fondation Louis Vuitton ha continuato ad approfondire il suo lavoro, concentrandosi sulla collaborazione dell’artista con Andy Warhol. Dal 5 aprile al 28 agosto 2023, la Fondazione ha organizzato una mostra importante, la più vasta mai dedicata a questi dipinti realizzati a quattro mani.Tra il 1984 e il 1985, i due artisti collaborarono fianco a fianco. Warhol, incontrando l’ardore di Basquiat, riscoprì il suo amore per la pittura. Basquiat vedeva in Warhol un maestro in grado di esprimersi con un linguaggio unico, ma accessibile a tutti. Per questo motivo la mostra si è aperta con ritratti incrociati: Basquiat ritratto da Warhol; Warhol ritratto da Basquiat. Successivamente, ha presentato ottanta opere realizzate a quattro mani, insieme a pezzi iconici come la serie fotografica dei guantoni da boxe creata da Michael Halsband per il poster della loro mostra del 1985.Contemporaneamente, alcune opere individuali dei due artisti e di figure di spicco della scena newyorkese degli anni '80 – tra cui Keith Haring, Michael Halsband e Jenny Holzer – erano esposte in tutta l’area espositiva per immergere i visitatori nell’energia pura di quel periodo.Keith Haring descriveva la loro collaborazione come una “conversazione fisica che avviene attraverso la pittura anziché con le parole”. E in effetti, data l’enormità del loro talento, sarebbe facile rimanere senza parole.
Una mostra importante, la più vasta mai dedicata a questi dipinti realizzati a quattro mani.

CINDY SHERMAN – CROSSING VIEWS, UNA NUOVA VISIONE DELL’ARTENel 2020, per la prima volta in Europa, l’artista e fotografa Cindy Sherman ha visto realizzarsi la più grande mostra mai dedicata al suo lavoro.E naturalmente è stata proprio la Fondation Louis Vuitton ad ospitare questo evento storico.La nuova mostra intitolata “Crossing views” ha riunito una ventina di artisti francesi e internazionali e circa cinquanta opere d’arte, la maggior parte delle quali esposte per la prima volta. Attraverso vari mezzi espressivi e approcci (pittura, scultura, fotografia, video e installazioni), la mostra ha avuto come filo conduttore la ritrattistica, con una serie di opere realizzate dagli anni ‘60 ad oggi. In questo contesto, la ritrattistica è stata concepita come uno spazio che consente di interrogarsi sugli archetipi femminili e maschili, sulla memoria intima e collettiva, sull’identità sociale e sul rinnovamento di genere attraverso i social media.
Una nuova interpretazione delle rappresentazioni che lo modellano, lo deformano e talvolta lo rivelano.

BEING MODERN – IL MOMA ALLA FONDATION LOUIS VUITTONL’incontro tra il Museum of Modern Art, il museo più celebre di New York, e la Fondation Louis Vuitton non può che dar vita a una mostra eccezionale. L’evento si è svolto dall’11 ottobre 2017 al 5 marzo 2018 presso la Fondation Louis Vuitton. Questa innovativa collaborazione, curata da Glenn Lowry (Direttore del MoMA) e Suzanne Pagé (Direttrice artistica della Fondazione), ha incarnato un autentico impegno nei confronti dell’arte e di coloro che la creano, ovvero artisti, conservatori, curatori, sponsor, ecc. “Being Modern” è stato un manifesto, un invito a ripensare il nostro rapporto con la modernità, attraverso oltre 200 opere principali selezionate con cura dalle collezioni del MoMA.In tutta la Fondazione, lo spazio espositivo ha ripercorso la storia dell’arte moderna e contemporanea attraverso i sei dipartimenti del museo newyorkese: dall’arte astratta americana alla pop art, dal minimalismo alla fotografia.Per cinque mesi, la Fondazione ha offerto un palcoscenico unico per l’espressione artistica di Cézanne e Klimt, Picasso e Matisse, Hopper e Kirchner. Una selezione di capolavori noti, affiancati da opere mai esposte prima in Francia, tra cui “Campbell’s Soup Cans” (1962) di Andy Warhol, “Tomb” di Philip Guston (1978) e “144 Lead Square” di Carl Andre (1969).Allo stesso tempo, come un’eco silenziosa, gli archivi del MoMA hanno ripercorso la storia di un museo visionario, in una mostra pensata per collegare epoche, arti e due istituzioni impegnate, ovvero il MoMA e la Fondation Louis Vuitton, unite da una comune ambizione di trasmissione, creazione e modernità.
Being Modern era un manifesto, un invito a ripensare il nostro rapporto con la modernità.
5 MOSTRE LEGGENDARIE AL CENTRO DELLA FONDATION LOUIS VUITTON

















































